giovedì 31 ottobre 2019

CHI VALE COSA? CHI DI NOI E' ABBASTANZA?

riflettevo su questa notizia pubblicata da un'amica su un social (amica madre di svariati bimbi,sia "di cuore" che "di pancia",alcuni dei quali non in perfettissima salute) e pensavo a questa cosa della "società",intesa come una specie di entità fisica a sé stante,cosa che mi lascia sempre più allibita:signori,la società l'ha creata l'uomo e non viceversa!



è la società che deve stare al servizio dell'uomo,mica il contrario! dobbiamo tutti contribuire a mantenerla in uno stato "civile",dobbiamo rispettare la cosa pubblica,dobbiamo tutti impegnarci,obbedire alle leggi e bla bla bla,siamo d'accordo,ma non è che dobbiamo considerarci un peso,semmai alcuni (rettifico:tutti noi,prima o poi,diventiamo tali,perché invecchiamo,ci ammaliamo o entrambe le cose) di noi possono essere degli elementi di cui doversi occupare con maggiore attenzione,ma non possiamo cadere nella trappola che ci considera degli ostacoli (ma poi a cosa? a chi?) quando abbiamo più bisogno della collettività e dell'altro.

la società serve all'uomo e non viceversa.
smettiamola di credere che bisogna essere "utili" a tutti i costi:ognuno di noi è su questa terra per un obiettivo ben preciso (che può non per forza coincidere con la produttività o il guadagno),con una missione (che può anche essere quella di far felice qualcuno o di far smuovere eventi/situazioni che si ripercuoteranno su tutta una serie di persone/eventi che neanche ci immaginiamo),uno scopo...
nessuno sa (almeno per ora) questa bambina perché è venuta sulla terra;magari saprà portare la pace nel mondo o scriverà libri in grado di smuovere delle coscienze.
cosa ne vogliamo sapere noi? 
quante persone all'apparenza insignificanti hanno portato una luce nella vita di qualcuno? quanti sono riusciti a salvare l'anima disperata di chi si credeva perso,magari soltanto con una parola o facendolo sentire importante? a quanti di noi,almeno una volta nella vita,è capitato di ricordare a quell'amico o a quel conoscente che il mondo non sarebbe stato lo stesso senza di lui,perché era importante per qualcuno,magari per la sua famiglia,per chi lo amava,riuscendo a non farlo arrendere?
io credo che la vita di ognuno un senso ce l'abbia eccome! ovviamente,se passiamo il tempo (che è sempre troppo poco,a mio avviso) a nostra disposizione solo cercando di sopravvivere e/o di accumulare qualche soldo per fare la spesa al sabato (cosa necessaria,per carità,ma non certamente sufficiente a vivere in maniera completa),questo senso non si paleserà facilmente dietro il portone di casa nostra,però,cercando,ogni giorno,di comprendere delle piccole cose,credo che i puntini da unire,pian piano,daranno vita ad un disegno che potremo vedere.
almeno spero che accadrà in un tempo ragionevole 😕
insomma,questa moda malsana di voler capire chi è più degno di un altro,chi ha la vita con più valore,chi è da ammettere,chi da scartare non è che mi piaccia poi molto.
anche perché poi chi si arroga questo diritto di valutare (come se fossimo ad un esame in cui si può essere ammessi o scartati o ad un tribunale dove si deve decidere chi può restare nella società cviile e qui il discorso sarebbe ben diverso) è messo sulla stessa barca dei valutati:il valutante è sullo stesso piano del valutato,quindi qualcosina non torna tanto.
se siamo qui sulla terra è perché qualcosa dobbiamo fare:non è che tutti i 6 miliardi di noi possono avere missioni titaniche (oddio... chi vuole può anche farlo,non credo che ci siano limiti poi così estremamente invalicabili!) o che tutti possiamo vincere il nobel per la medicina,però il punto non è questo:il punto è che ognuno di noi è importante,è prezioso e questo basta;non sempre tutti siamo importanti per tutti,questo è ovvio,però,nel nostro piccolo,ognuno riesce a smuovere qualcosa nella vita,nell'anima o nella coscienza di qualcun altro e così tutti ci concateniamo con tutti. un po' come dire che "a" si connette con "b" e poi "b" fa lo stesso con "c",portando qualcosa nella sua vita... alla fine di tutto,anche "a" avrà contribuito alla vita di "z" 😊
è abbastanza?

ok,se siete dei cinici nichilisti non basta neanche questo... mi dispiace per voi che non riuscite a cogliere la magia che vi circonda.















martedì 29 ottobre 2019

LA GRUBER VUOLE "RIEDUCARE" GLI UOMINI,MA SEMPLICEMENTE LI ODIA.




No,cara Gruber,ti sbagli di grosso (anche se non è una novità):non abbiamo affatto bisogno di uomini femminili,ne abbiamo abbastanza di donne mascolinizzate come te che si divertono a svilire l'uomo. Vorrei ricordarti che il testosterone che tanto odi è quella sostanza che ci (a noi tutti,compresa te) ha permesso di godere delle comodità di cui disponiamo oggi:è l'ormone che ha spinto gli uomini (sì,uomini,ma non nel senso di genere umano,ma nel senso di maschi,xy,hai presente?) a sfidare se stessi,a proteggere le proprie donne ed i propri figli quando ancora erano nelle caverne (hai presente quando potevamo tutti finire ammazzati sbranati da qualche bestia feroce nei boschi? O quando,per sopravvivere,qualcuno,cioè un uomo,usciva ad uccidere e sfidare animali,per permetterci di non morire di fame e freddo?),è quello che ha permesso alle tue nonne e bisnonne di non morire ammazzate in guerra,rimanendo al sicuro delle proprie case,perché la guerra la facevano proprio i tuoi antenati (maschi),che avevano il coraggio di farsi uccidere,pur di salvare la Patria (e non la matria,come amate dire voi femministelle da strapazzo) ed i propri figli (eh,già:il patriarcato che odi tanto ha permesso alle tue antenate di salvarsi la pelle,perché in guerra o in miniera ci andavano gli uomini,lo sai?).

A noi servono uomini forti,coraggiosi,quelli che sfidano se stessi ed il mondo,pur di farci progredire,di farci sopravvivere e stare al sicuro:continuiamo ad aver bisogno di uomini che amano competere e dimostrare al mondo l'impossibile. Se oggi anche tu puoi arrivare all'altro capo del mondo in poche ore,lo devi a loro,mi dispiace dirtelo,ma lo devi esattamente a questi uomini che tanto odi;se oggi puoi vivere al sicuro al 56° piano di un grattacielo,senza crollare al 1° soffio di vento,lo devi a qualcuno (che è un uomo,te lo garantisco) che,grazie a questo ormone che tu odi,ha deciso di accettare la sfida,di competere e dimostrare che era possibile;se oggi puoi toccare un tastino ed accendere una lampadina,lo devi allo stesso motivo;se oggi puoi sapere cosa succede all'altro capo del pianeta senza neanche alzarti dal tuo comodo divano,lo devi sempre a chi ha voluto sfidare gli altri e se stesso.
E,ti do una notizia,l'ormone che fa tutto questo è il testosterone.
Ed è anche quello che,più o meno inconsciamente,tutte voi femministelle/misandriche ricercate,quando ripetete la solita lagna:"Dove sono finiti gli uomini veri?"... Sai cosa penso? Che gli uomini ci sono,eccome se ci sono,solo che probabilissimamente stanno ben attenti a non avvicinarsi troppo a quelle come te che saprebbero solo disprezzarli.

domenica 20 ottobre 2019

SUZANNE VENKER:L'INVESTIMENTO PIU' GRANDE PER LA VITA....

QUESTO E' UN TEMA CHE MI STA EVIDENTEMENTE MOLTO A CUORE,DAL MOMENTO CHE TROPPE DONNE SI SONO FATTE FREGARE DA QUESTA STUPIDA IDEOLOGIA IPERFEMMINISTA,SECONDO CUI BASTIAMO A NOI STESSE E NON ABBIAMO BISOGNO DI NESSUNO. LA SCRITTRICE SUZANNE VENKER,COME AL SOLITO,HA CENTRATO IL PUNTO:
We pretend women don’t care about love and commitment and can move in and out of meaningless sexual relationships with no repercussions at all. We pretend a career will be a woman’s greatest accomplishment, that it will give her life purpose in a way nothing else can. We pretend a woman’s response to having a baby won’t be fierce and intense and unique to her as a woman.
We pretend all of this, even though the truth—that women are gloriously and demonstrably different from men—is clear as day. And this difference becomes glaringly obvious when women turn 30.
FINGIAMO CHE ALLE DONNE NON INTERESSI L'AMORE ED UNA RELAZIONE DURATURA,FINGIAMO CHE LE DONNE POSSANO ENTRARE ED USCIRE DA RELAZIONI OCCASIONALI SENZA RIPERCUSSIONI DI TIPO SENTIMENTALI;FINGIAMO CHE UNA CARRIERA POSSA ESSERE IL PIU' GRANDE OBIETTIVO DI UNA DONNA... FINGIAMO CHE UOMINI E DONNE SIANO UGUALI,ANCHE SE POI LE DIFFERENZE SI FANNO CHIARAMENTE EVIDENTI VERSO I 30 ANNI.
QUANTE NE CONOSCIAMO CHE HANNO INVESTITO SOLO ED UNICAMENTE NELLA CARRIERA,PER POI RITROVARSI SOLE,INSODDISFATTE,PIENE DI CINISMO? QUANTE SI SONO FATTE FREGARE? IO DICO TROPPE.... IL LAVAGGIO DEL CERVELLO FATTO DAL MAINSTREAM CI BOMBARDA OGNI GIORNO,PERCHE' VUOLE CONVINCERCI A TUTTI I COSTI:SE SIAMO SOLI,SIAMO DEBOLI,SIAMO RAGGIRABILI,SIAMO INSODDISFATTI E QUESTO CI PORTA A CONSUMARE DI PIU'.
E QUANTE,INVECE,HANNO SAPUTO RAGIONARE CON LA PROPRIA TESTA,SENZA FARSI CONVINCERE DA QUESTE MODE? QUALCUNA CE N'E' HANNO VISSUTO CON I PROPRI AFFETTI,HANNO AVUTO MATRIMONI RIUSCITI,FIGLI CRESCIUTI E SEGUITI AL SICURO DELLE PROPRIE CASE E STABILITA' AFFETTIVA.
ANCHE IO,COME L'AUTRICE,HO SEMPRE CREDUTO CHE IL MIGLIORE INVESTIMENTO SIA NELLA COPPIA (IN PRIMIS) E POI NELLA FAMIGLIA CHE NE CONSEGUE:NON HO MAI CONOSCIUTO UNA DONNA INFELICE PERCHE' HA PASSATO TROPPO TEMPO CON I FIGLI O PERCHE' E' STATA AMATA DAL PROPRIO MARITO,CHE MAGARI E' STATO PRESENTE,VICINO,CHE HA SUPPORTATO LA FAMIGLIA.
HO CONOSCIUTO SEMPRE CASI ALL'OPPOSTO.
E LA LORO INFELICITA' SI TOCCA CON MANO....
HANNO PAGATO UN PREZZO TROPPO ALTO PER DIMOSTRARE AL MONDO CHE SAREBBERO BASTATE A SE STESSE;ANCHE SE AVEVANO UN GRAN BISOGNO DI CERTEZZE E PROTEZIONE.

giovedì 10 ottobre 2019

GLI ANIMALISTI CHE SI OPPONGONO ALLA SPERIMENTAZIONE SUI FARMACI NON HANNO IL MIO RISPETTO.


La mia speranza è che almeno il professor Garattini lo ascoltino,visto che io questa cosa la ripeto da anni,ma pare senza alcuna comprensione:




la sperimentazione animale,non solo è necessaria,ma è addirittura insufficiente,se proprio vogliamo essere precisi fino al midollo:gli animali offrono la possibilità di testare i farmaci su organismi vivi,quindi dotati di circolazione sistemica,di sistemi per il metabolismo e l’escrezione,di enzimi epatici simili a quelli dell’uomo e così via;non solo sono necessarissimi per poter azzardare una prima somministrazione all’uomo,ma sono perfino poco! I dati che si hanno dopo le prime sperimentazioni ad organismi viventi (quindi,siamo già passati per i test in vitro,che,per chi volesse saperlo,richiedono comunque il sacrificio dell’animale,poiché ad esso viene prelevato l’organo bersaglio su cui tale farmaco andrà ad agire) sono ricavati,per l’appunto,da animali,che,per quanto simili all’uomo,differiscono comunque da esso.
Quindi,cari animalisti da strapazzo,chiaritevi le idee ed informatevi:se proprio non credete a nessuno,documentatevi! Ci sono quintali di testi universitari sull’argomento ed il sapere è oramai accessibile a tutti.
Tanto per iniziare,però,potreste per lo meno diventare coerenti,evitando di assumere farmaci anche in caso di patologie gravi e mostrando a tutti noi che anche dinanzi ad un figlio o ad un genitore sofferente riuscite a rimanere saldi nei vostri princìpi (ammesso che di princìpi si possa parlare:io ci vedo solo tanta stupidità ed immoralità):dimostrateci quanto siete bravi,rinunciando ad alleviare le sofferenze vostre e dei vostri cari per rispetto alla cavia (che vorrei ricordarvi essere un topo,un topino proprio come quelli che permettete di far uccidere con la derattizzazione mensile della vostra città) morta;dimostrateci la vostra coerenza e la vostra alta moralità,evitando di acquistare scarpe e borse di pelle,cosmetici,colliri per occhi,saponi,shampi,creme per il viso e quant’altro.
Io inizierò a credervi quando lo farete sul serio.
Ma soprattutto inizierò a credere alla vostra alta sensibilità e moralità quando vedrò che la stessa indignazione per il topo morto la manifesterete per un bambino abortito fino al 9° mese (sì,sapete benissimo che questa cosa si può fare in alcuni Stati U.S.A.,battaglia per la quale voi siete sempre in prima fila) o per la persona anziana/disabile eliminata comodamente con una bella dose di barbiturico.
Fatemi vedere quando lo farete….
Fino ad allora,non avrete il mio rispetto.

venerdì 4 ottobre 2019

DISCORSO DI G. MELONI AL CONGRESSO DI VERONA.




hanno definito "retrograda" questa manifestazione,quando retrograda può essere solo una nazione che pone la censura ad un evento come questo;hanno definito "oscurantista" questa manifestazione,quando sono stati patrocinati eventi in cui un crocifisso era immerso in un bicchiere di urina. e stanno definendo "ignoranti/retrogradi" le persone che si oppongono ad una società che vede normale l'aborto al 9° mese o che blocchi la pubertà ad 11 anni con la triptorelina o che ritiene normale acquistare bambini.
la libertà da garantire alle donne non è data dal poter "scegliere" solo di abortire,ma quella di darle delle alternative;la libertà è quella di poter scegliere se lavorare (senza dover abortire) o se stare a casa a crescere i suoi figli (senza magari venire additata come fallita o schiava,ma anzi,riconoscendo che sta facendo un grande lavoro anche per la società intera).
la lotta contro chi strappa prematuramente un cucciolo di cane alla madre scompare misteriosamente nel nulla quando 2 uomini strappano il figlio (dopo pochi minuti,non giorni) alla donna che lo ha partorito,perché,in cambio di soldi,lo acquistano,assecondando il loro desiderio (che non è un diritto) di avere il pupazzetto in casa.
la libertà di scelta che è stata garantita al padre di eluana englaro,quando ha deciso di porre fine alla vita della figlia ("perché,giustamente,solo un genitore sa cosa è meglio x i suoi figli") non è stata la stessa garantita ai genitori di charlie gard o di alfie evans,che,nonostante la loro netta opposizione,sono stati praticamente obbligati a lasciar morire i figli gravemente disabili:quanto manca affinché qualsiasi disabile sia considerato un peso,un'inutile vita di cui disfarsi,perché non corrisponde al modello del perfetto consumatore?
come mai ci si batte tanto x le persecuzioni e tutto tace di fronte al genocidio dei cristiani nel mondo?
cos'è che fa tanta paura? è tutto ciò che ci definisce:la nostra identità,sia essa di genere,sia essa di religione,sia essa di nazione... nessuno può più dire "sono italiano,cattolico,sposato" (perché fa tanto omofobo)
qual è la società che volete? quali sono i vostri valori?
volete che ogni desiderio diventi un diritto? volete che chi non è perfetto sia facilmente eliminato perché dà fastidio? volete che valga "cogito ergo sum",per cui chi non cogita (compreso il malato di alzheimer,il disabile,l'embrione,l'anziano allettato),chi non è autonomo o non può difendersi sia da scartare perché non produce e non consuma a dovere?
pensateci....
e vedete che tutto questo progresso non esiste....
è solo un'offesa alla dignità umana,rappresenta solo il dover a tutti i costi soddisfare piaceri/desideri che poi portano a disastrose conseguenze.

grande meloni:è tutto quello che penso io.


giovedì 3 ottobre 2019

LA SPERANZA MUORE MAI?


Riflettevo su questa cosa,leggiucchiando un po‘ in rete:in effetti,dall’esterno,potrebbe sembrare che un malato non aspetti altro che essere “liberato” dalla sua condizione invalidante,da quel corpo trasformato in una prigione,da quel buio costante che vede dentro di sé… Ma forse… forse le cose non stanno esattamente così;o comunque,non sempre. Forse tutta questa bella storia del testamento biologico,del fine vita non ci è poi tanto chiara. Dovremmo iniziare ad ipotizzare vagamente che forse,quando ci troviamo in bilico,sul bordo del precipizio,l’ultima cosa che desideriamo è che qualcuno ci dia la spintina finale per poter cadere giù;mi sa che in quei momenti preferiremmo una mano forte a cui aggrapparci e che ci tiri via,in salvo.
Mi sono spesso interrogata sulla vicenda di Dj Fabo e su tante altre del passato:c’è stata la Englaro (il cui padre,paradossalmente,si è tanto battuto per ottenere la sua morte… proprio l’ultima persona da cui ci si aspetterebbe un gesto simile,quella che dovrebbe sperare fino all’ultimo,quella che normalmente spera che la sua vita finisca prima di dover seppellire sua figlia,ma vabbè… sorvoliamo un attimo),ci sono stati Alfie Evans,Charlie Gard (gli ennesimi “figli dello stato”,come nei migliori regimi toatalitari,quelli la cui sorte è stata decisa da dei giudici,passando sopra alla volontà dei genitori che avrebbero voluto prendersi cura dei loro figli,ma sorvoliamo anche qui) e poi Welby e poi chissà quanti altri,rimasti anonimi e nascosti dentro le corsie degli ospedali sparsi per il mondo… Siamo d’accordo sul non voler giudicare nessuno:è ovvio che nessuno possa immedesimarsi completamente nella mente e nello spirito di un altro essere umano,Dio solo sa cosa si agitava nella loro testa,però le azioni (quelle sì!) possiamo permetterci anche di giudicarle;se non altro,di valutarle;io non so se “staccare la spina” (piccola parentesi:in molti di questi casi,non c’è stata alcuna spina da staccare,perché i pazienti respiravano autonomamente,non erano supportati da ventilazione meccanica,né erano imbottiti di medicinali per farli stare in vita forzatamente;ma mi sa che bisognerà sorvolare anche su questo) sia la cosa veramente giusta,non so se queste persone avrebbero volontariamente premuto il tastino per smettere di vivere. Io,onestamente,nonostante abbia visto (purtroppo) molto molto da vicino (certamente molto più di quanto avrei voluto) andarsene un bel po’ di persone care,devo dire che non ho mai pensato di agire volontariamente sulla loro fine;non ho mai desiderato avere la siringhina magica per porre fine alle loro sofferenze,perché non credo sarebbe stato mio diritto farlo. Ho sperato che la loro agonia finisse il più presto possibile (preferibilmente con un lieto fine… ok,che poi non è arrivato),ho sperato che i farmaci potessero agire all’infinito e che ogni respiro sarebbe stato seguito da quello successivo… Ma io sapevo che in realtà,nelle loro menti,nei loro cuori,loro continuavano a sperare,nonostante tutto,di poter vedere un altro giorno. E poi un altro ancora. Dove tutto sarebbe stato più facile del giorno precedente e più difficile di quello successivo.
Non sempre questo è possibile… Ma la speranza resta.
Quella resta sempre.

IT'S SO COOL 2 B SINGLE! (isn't it?)


Eccolo qua,l’ennesimo che mi capita sotto il naso…


Sono mesi,anzi,direi anni,che continu(iam)o a leggere ogni giorno,su ogni tipo di rivista, giornale,social network,sito internet e chi più ne ha più ne metta che la sigletudine è il perfetto modo di vivere,che rende felici tutti,indistintamente,che è l’unico modo per vivere in pace,per poter (finalmente!” dicono loro) coltivare le proprie passioni (come se non si potesse fare anche in coppia),per potersi dedicare a se stessi (come se farlo 24 h/giorno,tutti i giorni fosse l’unico modo per riempirci la vita… a me,invece,risulta che la vita ce la riempiono gli altri,le relazioni umane,gli affetti e,udite udite,perfino dedicarsi ad una persona che non coincida noi stessi,ma vabbè),per poter raggiungere i propri obiettivi (anche qui,come sempre,ho qualcosina da ridire:mi risulta che i nostri obiettivi ci sembrino tanto più raggiungibili e alla nostra portata quando siamo supportati ed affiancati da qualcuno di speciale,quando la nostra sferaffettiva è serena),per potersi divertire fino allo sfinimento ogni giorno della propria vita (ma è davvero così? A me,onestamente,questa cosa non risulta:i miei conoscenti single non mi sembrano questo ritratto dello sballo e dell’entusiasmo che cresce a livelli esponenziali ogni giorno,ma si vede che ho le conoscenze sbagliate,chissà) et similia. Ma siamo sicuri che questa propaganda sia davvero a favore nostro? Siamo davvero sicuri che lo stramaledetto mainstream non stia un po’ calcando la mano su questa cosa,approfittando del fatto che le relazioni siano diventate talmente difficili da richiedere una laurea in psicologia (un master in comunicazione verbale/non verbale e pure doti da stratega militare),in modo da farci finire tutti soli,vulnerabili,deboli,senza supporto di una rete sociale/familiare forte che si prenda cura di noi? A nessuno viene questo dubbio? Com’è che siamo costretti a leggere sempre esaltazioni di singletudine,esaltazione della vita senza famiglia,senza legami stabili (eeeh,non sia mai! Questo implicherebbe riporre la propria fiducia in un altro essere umano,ma scherziamo??!),ma fatta solo di noi,del nostro ego (talvolta smisurato),delle nostre esigenze? Com’è che nessuno ci dice mai,per una volta,che nessuno basta a se stesso,che siamo esseri sociali che vivono di affetto,di condivisione,di scambi continui? Com’è che nessuno ci dice mai che speriamo di sentirci speciali per qualcuno,che amiamo sentirci il riferimento e la forza di chi amiamo? Ultimamente,ne ho lette veramente di tutti i colori in merito… ma poi,della realtà,di quello che veramente le persone sentono/sognano,qualcuno se ne occupa (più)? Nessuno si prende la briga di andare a sentire cosa hanno dentro le persone sole? Mi sa di no. Ovvero:lo sanno,perché ogni essere umano lo sa bene,solo che negare le evidenze sull’animo umano (e anche su altre cose,da quanto vedo:sulla biologia,che è inconfutabile ed incontrovertibile,sulla antropologia,sulla natura di uomo e donna,sui bisogni dei bambini… cose da poco,insomma) pare vada molto di moda K bisogna dire che l’essere umano è fatto per stare solo (quando noi tutti cresciamo e prosperiamo solo nell’amore,nella cura che ci prendiamo l’uno dell’altro:sappiamo tutti benissimo i traumi e le conseguenze irreversibili che ci sono in chi è costretto a crescere in solitudine),bisogna dire che l’uomo e la donna sono interscambiabili (soprattutto nel loro ruolo genitoriale:altra balla colossale),bisogna dire che ognuno di noi vive la propria vita fine a se stessa,per puro spirito edonistico,per divertirsi fino alla morte (possibilmente senza riflettere su nulla,perché senò poi sono cavoli amari),magari annebbiati da qualche tipo di droga (che tanto male non fa),così da ridurci a tanti zombie che fanno di tutto per non pensare,per non legarsi a nessuno (eh,già:insieme si è più forti,soprattutto dentro una famiglia solida e forse lo hanno capito perfino queste capre),per andare avanti consumando il più possibile (sì,le persone sole tendono a consumare di più:a quel punto,non importa poi tanto risparmiare per mettere qualche soldo in più nel mutuo o per iscrivere i figli ad una scuola migliore… tanto vale spendersi lo stipendio in scarpe o per locali… più che altro,per riempire il senso di vuoto). Già,il senso di vuoto:perché è poi con quello che bisogna fare i conti;ed è quello che poi va riempito (pazienza se nei modi più sbagliati possibile).
Ed ecco che è stato necessario pubblicizzare la solitudine come condizione “cool” (o “glamour”,se vi piace di più),andando,ancora una volta,contro quelle che sono le esigenze più profonde dell’animo umano (che proprio non piace a nessuno e che va insabbiato/ingannato più che si può):non importa se poi sappiamo tutti benissimo che,dietro ogni attività “ludica” dei poveri malcapitati (che,il più delle volte,si ritrovano a navigare per certi mari perché ingannati da tutta la pressione sociale e la propaganda),c’è il desiderio (nascosto,però,mi raccomando!) di incrociare quello sguardo che sarà in grado di cambiare tutto,il desiderio di tornare a casa dicendo a se stessi: “Ecco,l’ho trovato/a,è la mia anima affine”,con un sorriso a 72 denti che non si leva più dalla faccia J No,questo non interessa,perché non ha importanza K L’importante non è assecondare quella che è la nostra natura,le nostre esigenze… l’importante è negare tutto,in nome del (finto) farsi bastare per se stessi,in nome della modernità (che qualcuno ha confuso con una inspiegabile trasformazione dell’animo umano,forse ad opera di qualche alieno),in nome dell’uno vale l’altro/a,perché,in fondo,nessuno è qualcosa di così speciale per nessuno (guardacaso,oramai,ci stiamo arrogando perfino il diritto di eliminare il malato perché dà fastidio e,sempre guardacaso,ci siamo presi il diritto di scartare chi non è perfetto,chi non è abbastanza produttivo o chi non soddisfa certi parametri di estetica/salute,perché ci siamo dimenticati della sua unicità) e può essere facilmente sostituito,scartato,dimenticato,come se niente fosse,in un attimo.
Copio e incollo quello che leggo nell’articolo alcuni dei (consistenti devo dire) motivi per cui single is so damn cool:
You can flirt all you want.
If you practice enough,flirting can become one of your most treasured pastimes.

Certo,molto carino flirtare… peccato che però,se ami qualcuno,miracolosamente,inizia a non importarti poi tanto di eseguire questa divertente attività. Flirtiamo quando qualcuno ci piace,quando cerchiamo di attirarlo verso di noi e questo è ciò che speriamo di raggiungere J Personalmente,quando (ok,raramente… molto raramente,ma vale lo stesso) la mia attenzione,la mia testa e la mia anima sono state catturate da qualcuno,manco li vedevo tutti gli altri,ma vabbè. Diciamo che non è proprio un hobby in piena regola.


Going out has endless possibilities.

We’ve all had that friend who got into a relationship and was never seen again. Going out isn’t as much fun when you’re committed. When you’re single, going out is a whole different story! And it usually involves a happy ending.

Sì,infinite possibilità:in teoria,sarà pure vero,ma è il pensiero/illusione che frega un po‘ tutti (soprattutto le donne,devo dire)… si corre a vedere dopo cosa c’è,in una corsa senza fine,nella speranza che l’altro/a sia migliore,che avrà da offrirci di più,che sarà più bravo/a,più simpatico/a,più capace e più non so che,senza però soffermarsi mai a capire come noi stessi possiamo migliorarci ad essere di più per l’altro,a capire di cosa ha bisogno… A volte,chi incontriamo sulla nostra strada è lì per un motivo e spesso dimentichiamo anche di capire quale sia o perché la nostra anima abbia fatto in modo da farcelo trovare proprio lì davanti.

You can still enjoy the wonders of dating apps.
Vabbè,questa è proprio pessima:si riferisce ai siti di incontro,la fregatura più grossa in cui si possa cadere! Luoghi virtuali dove si è valutati per un involucro e dove tutte le altre eventuali qualità di una persona (guardacaso proprio quelle che poi ci colpiscono/coinvolgono:il tono di voce,la conversazione,lo sguardo,il body language,il profumo) vanno a farsi benedire e neanche vengono fuori. Wow. Un affare. E capirai… Volete mettere trovare l’amore della vostra vita con questo tesoro? Questi idioti stanno barattando l’anima che ci è affine,la vita con la persona che sembra essere stata “progettata” per noi con delle stupide conversazioni (sì,quando sono conversazioni:a me sembra che siano piuttosto degli scambi di frasi stupide da decerebrati) su un telefono. Veramente convincenti devo dire J
Si può leggere il seguito anche senza il mio aiuto… purtroppo,il livello è sempre lo stesso:non è che migliori dopo L I motivi molto convincenti riguardano il non dover condividere il proprio pasto con qualcuno (già… peccato che però il motivo più piacevole per cucinare sia proprio quello di farlo per qualcuno con cui poi condividerlo,magari chiacchierando della giornata trascorsa davanti ad un bel pollo croccantoso),il poter (udite udite! Con questa ci convinceranno tutti!) decidere quale programma tv guardare dopo cena o non dover litigare con nessuno (sappiamo tutti,infatti,che i single non devono mai litigare e discutere con alcun essere umano).
Adesso mi chiedo:siamo davvero sicuri che tutto questo ci abbia reso così felici? Siamo sicuri che proprio non ci sia bisogno di sentirsi speciali per qualcuno? Siamo sicuri che l’impegno è così repellente per tutti? O è qualcosa di così scovolgente e profondo che ci fa paura,che ci terrorizza perché ci fa pensare all’infinito?
Secondo me,la risposta è questa… Ho paura che sia proprio così…
Il nostro animo anela l’infinito e non all’ “ora ci sono,domani si vedrà” che onestamente a nessuno piace sentirsi dire. 
Non è che forse forse tutta questa bella propaganda ha illuso tutti quanti di poter bastare a se stessi,di poter fare a meno dell'altro e di avere davanti una vita fatta di divertimento infinito (ma fine a se stesso),con nessuno di speciale a cui dedicarsi?
Personalmente,la felicità la identifico con il poter essere "qualcosa" per qualcuno,per quante più persone possibile (certo,non allo stesso modo per tutti,come è giusto che sia:qualcosa in più per qualcuno,qualcosa di unico per qualcun altro e qualcosa di importante per altri,ma pur sempre qualcosa),la identifico con il poter fare qualcosa per chi amo,con il poter dare anche una parola di conforto o di incoraggiamento per chi me la chiede (anzi,il più delle volte,soprattutto per chi non lo farà mai... perché sarà quello che più la necessiterà),con il ricordare a qualcuno che è speciale ed irripetibile e che niente sarebbe uguale senza di lui/lei,con il far sentire che ci sono,anche di fronte a porte chiuse (che poi si apriranno con il tempo).
Vorrei giusto ricordare a questi grandi conoscitori dlel'animo umano (che forse farebbero meglio a scrivere dei cricetini che tengono nelle gabbiette,in sostituzione degli esseri umani con cui non amano avere a che fare) che i sogni e gli obiettivi personali non hanno niente a che vedere con lo stare in coppia,con l'amare qualcuno e con il dedicargli la propria vita,ma che anzi (sorpresa!),il più delle volte,la motivazione che riesce più di ogni altra a spingersi verso il miglioramento di noi stessi,verso i nostri sogni rinchiusi nel cassetto è proprio l'incontro con chi riesce a tirare fuori il meglio di noi stessi,perché riesce a parlare alla nostra anima.
Già....
E' proprio questo che accade.
Ed è proprio quando succede questo miracolo che avremo trovato un'anima con cui avremo un pezzo (si spera il più lungo possibile) di strada da percorrere insieme.

Allora,cominciamo a dire le cose in maniera diversa:tutti abbiamo i periodi da single,quelli in cui il nostro amore ci ha lasciato o quello in cui stiamo affrontando una separazione/divorzio e così via:non è che si muore,anche se non sono situazioni divertenti,né piacevoli;si trova un equilibrio e si cerca di stare il meglio che si può. Altra cosa è volerci convincere che tutto questo sia bello,perché la coppia è una prigione e le persone sono da evitare:questa è una balla grossa come una casa,tanto è vero che,se fosse così palesemente vero e tacito,non ci sarebbe neanche bisogno di convincerci/bombardarci dalla mattina alla sera.

Iniziassero a dire la verità,una volta tanto!