venerdì 4 maggio 2018

I LIMITI DELL'ESSERE UMANO (ed il suo valore infinito).

in seguito ad una discussione (riguardante un bambino dichiarato "figlio" di 2 padri) avvenuta su un social ed oltretutto iniziata da un medico (quindi,non dal salumiere con la 3° media),mi è venuto da pensare a tutta la questione dei diritti (ormai nettamente confusi con i desideri personali),delle discriminazioni (anche travisate alla grande),del chi può fare cosa/chi può avere cosa e così via. tanto per cambiare,data la mia natura estremamente polemica/contestatrice/puntigliosa,mi sono beccata i soliti insulti (che oramai custodisco gelosamente,come riprova del fatto che la disapprovazione di certi elementi sia da considerarsi un complimento),nonostante le argomentazioni piuttosto logiche e razionali (non si stava filosofeggiando,bensì ribadendo una cosa ovvia e banale e cioè che ognuno di noi è nato da un uomo e una donna,un po' come dire che l'acqua è bagnata...) e quindi,di fronte a tanta ostinazione nel negare l'evidenza,ho cercato (piuttosto difficilissimamente) di immedesimarmi in queste zucche vuote che cercavano di controbattere (ovviamente,senza argomentare,ma solo insultando) me,il medico e qualche altra (rara) testa pensante. il risultato che ne è venuto fuori è il seguente:le persone hanno il problema del limite! questo può essere preso come fulcro di tutte queste storie paradossali che si sentono in giro:nessuno accetta + il fatto che la vita,certe volte (anzi,un bel po' di volte),ci ponga davanti a dei murinvalicabili,a delle realtà che non si possono cambiare (altro discorso,poi,è che tutto questo viene fatto sempre x un qualche motivo:x insegnarci qualcosa,per allenare la nostra pazienza,la nostra capacità di adattamento e così via),a dei limiti che dovremmo imparare anche ad accettare. sia chiaro:non credo che dovremmo accettare passivamente ogni cosa che ci capita:molte situazioni/eventi sono fortemente dipendenti dalla nostra volontà e questi vanno gestiti nel migliore dei modi e,se necessario,anche cambiati in meglio;però,alcune condizioni immutabili (limiti fisici,caratteristiche biologiche/genetiche) sarebbe bene metabolizzarle pian pianino ed accettarle,in modo da poter vivere 2° le proprie possibilità. quanti di noi avrebbero voluto diventare astronauti,ma una condizione fisica (immutabile) non l'ha permesso? quante donne avrebbero voluto diventare fotomodelle strapagate,ma la natura le ha dotate di soli 150 cm di altezza? e così via,all'infinito... e quindi? che si fa? niente,si accetta... questo si fa:la persona se ne fa una ragione e si dedica ad altro... ci saranno altre cose da poter fare/imparare/diventare,no? la vita non fa mai niente a caso:se non mi ha dotato di un fisico esattamente uguale a quello richiesto da una modella,vuol dire che ha "avuto in mente" un'altra strada,creata appositamente per me (io credo che ci sia un "disegno" ed uno scopo ben preciso per ognuno di noi... solo che non tutti si soffermano a capire quale sia,perché troppo occupati a sopravvivere),una ben più adatta a ciò che sono venuta a fare su questa terra... se la natura non mi ha permesso una vista perfetta al 100% o  se mi ha dato un solo braccio,perché ostinarmi a voler fare l'astronauta a tutti i costi (o,ancora peggio,a voler cambiare la legge,in modo che anche un paralitico possa girovagare nello spazio?),quando potrei mettermi seduta a riflettere,x cercare di capire cosa posso fare con quello che ho (o,come dico,io,capire x quale "missione" sono stata chiamata/creata)? perché ostinarsi così? e qui,entrano in campo le cosiddette "discriminazioni",oramai sulla bocca di tutti (anche del ciclista che vuole percorrere l'autostrada in bici:non sei discriminato! semplicemente,potresti essere sfracellato da un'auto che corre a 200 km/h! il tuo mezzo semplicemente non è idoneo x quel tipo di strada,non ti viene in mente?):il cieco che non può guidare l'automobile non è discriminato da un bel niente,è solo inadatto (per l'incolumità sua e di tutti gli altri) x quel tipo di cosa,ma sarà sicuramente adatto e bravissimo in qualcos'altro,nonché prezioso x altre missioni/mansioni/persone;la donna di 60 anni che non può avere figli non è discriminata,semplicemente la natura (che,come sempre,non lascia nulla al caso) le risparmia di avere dei bambini che resterebbero orfani già fin dalle scuole elementari (e di svegliarsi ogni 3 h per l'allattamento,cosa che le risulterebbe un pochino faticosa). però,nella testa delle persone,appena qualcosa non è loro accessibile,subito scatta il meccanismo "sono stato discriminato" e comincia la corsa al cambiamento di leggi,di requisiti (che non devono è esserci,neanche x dover fare il chirurgo),di buonsenso... quand'è che questa cultura del "tutti devono fare/avere tutto" è cominciata? quando nessuno più è stato disposto ad accettare che c'è qualcosa/qualcuno al di sopra di noi:può essere la società,il buon senso,dio,la natura,l'universo,quello che si vuole... ma un qualcosa in ° di differenziare l'umanità da tutte le altre specie,qualcosa che la rende diversa dall'essere un grande formicaio insensato,le cui componenti si muovono seguendo un disordinato moto browniano,come tante molecoline impazzite ed ipercinetiche che compongono un liquido in ebollizione. io ho la mia visione,condivisibile o -,ma che,se non altro,mi porta a vedere un senso in tutto ciò che accade,compreso ciò che non mi è possibile fare/avere;e questo,devo dire,mi dà una grande pace... perché "so" che,dietro ogni muro/ostacolo insormontabile incontrato,si cela (o si è celato) un nuovo percorso,una nuova opportunità (che non avrei mai neanche considerato se l'ostacolo non si fosse presentato!),una nuova strada in ° di far emergere ciò che sono e,soprattutto,in ° di farmi capire quali strade era meglio che non percorressi. nessun ostacolo viene messo lì x caso,così come nessuna persona si incontra x caso:tutto porta a qualcosa,tutto insegna qualcosa,tutto porta qualcosa di importante... solo quando impariamo a guardare gli ostacoli (intesi sempre come condizioni immutabili dalla nostra volontà e come impedimenti a qualcosa che volevamo o credevamo testardamente di volere ad ogni costo) da vicino,ad osservarli bene e a capire cosa vogliono dirci,senza ostinarci a volercene liberare x forza,iniziamo a vedere che sono lì x comunicarci qualcosa x noi stessi (il + delle volte,x il nostro bene);ognuno,poi,potrà credere quello che + gli piace:che siano messi lì dall'universo,da dio,dal karma,da babbo natale... fatta questa brevissima premessa,riguardo il bambino "figlio" di 2 padri (adesso bisogna pure accettare che i documenti dichiarino il falso! nessuno nasce da 2 padri:ognuno di noi,che piaccia o -,ha metà dei suoi alleli di provenienza materna e metà di provenienza paterna;terziur non datur),il problema anche qui,once again,riguarda il limite che non vuole essere accettato:questi 2 uomini,liberissimi di stare insieme,di amarsi,di andare a letto con chi cavolo vogliono,di organizzare anche delle orge a casa propria (tanto non interessa a nessuno;ovviamente,finché si tratta di persone adulte e consenzienti),non accettano che dal loro amore non nasce un bel niente;anche qui,vale lo stesso discorso.... la natura,la biologia (e non la metafisica o la bibbia),la genetica hanno fatto sì che un nuovo essere umano possa nascere solo dall'unione di 2 esseri complementari (uomo e donna) ed in nessun altro modo. ergo,solo questi 2 esseri sono stati "programmati",insieme,x crescere la prole nel migliore dei modi. mettiamoci dentro il complesso di edipo,l'identificazione col genitore dello stesso sesso,mettiamoci dentro pure il 1° esempio di coppia che ognuno di noi sperimenta (genitori = disastro? figli che creeranno altrettanti disastri di coppia),mettiamoci dentro lo speciale rapporto che ogni figlio ha col genitore del sessopposto (togliete il padre ad una bambina e vedete un po' che disastri combinerà da adulta! sentirà sempre la mancanza del suo sguardo,della sua ammirazione e quindi lo cercherà in tutti gli uomini che incontrerà,saltellando tra 1 e l'altro,in cerca di qualcosa che non troverà più),tutto quello che vogliamo e vediamo cosa ne esce. qui il diritto non c'entra,la legge è fatta dagli uomini:qui c'entra la natura,che è incontrovertibile;qui c'è di mezzo la solita storia dell'uomo e della donna che sono complementari e la cui unione non somiglia lontanamente a nessun altro tipo di rapporto (il feeling che si instaura tra un uomo ed una donna si tocca con mano,la completezza che portano l'1 all'altra non è paragonabile a nessuna amicizia/rapporto/affetto esistente) e che quindi,non a caso,sono stati "scelti" x mandare avanti l'umanità. esattamente perché non esiste nessun altro rapporto che si avvicini a questa unione. il limite,in questo caso,è essenziale x non commettere errori sulla pelle di altri esseri umani,che non sono (ancora) in condizioni di poter scegliere,capire e discernere;le libertà di ognuno finiscono laddove iniziano quelle di un altro essere umano,che non può essere scavalcato solo perché incapace di parlare o di difendersi.
stesso dicasi x altre questioni etiche che mi stanno sempre molto a cuore,perché riguardano le persone (soprattutto quelle indifese e deboli,quelle non possono parlare):credo che il problema sia sempre lo stesso e cioè l'accettazione del limite e,a volte,anche della fragilità/vulnerabilità insita nella nostra natura umana. giusto oggi,osservavo un uomo piuttosto anziano costretto su una sedia a rotelle,venuto accompagnato in palestra da un giovane molto gentile ed attento (per fortuna),che sembrava essergli affezionato:è stato portato lì per una sorta di fisioterapia,credo x evitare che i suoi muscoli inattivi andassero in atrofia completa... ebbene,io so bene che quel signore sarebbe considerato da molti un peso,un fardello di cui occuparsi faticosamente (e malvolentieri),senza pensare che magari è un padre,è un nonno,un fratello,un marito (è quello che spero) e che è quindi sicuramente considerato un bene prezioso da molte persone,qualcuno di cui occuparsi volentieri e da custodire il + a lungo possibile. certo,il t che passa fa paura a tutti,un fisico anziano spaventa (perché impone dei limiti),la vulnerabilità che ne deriva non piace a nessuno,ma,ancora una volta,va accettato:il problema non si risolve eliminando chi è debole,indifeso o senza voce. spesso,proprio queste persone,senza neanche saperlo,riescono a dare un senso a chi le circonda,permettendo loro di apprezzare la propria vita,proprio perché mettono di fronte alla fragilità e alla caducità umana;stessa cosa dicasi dei malati,delle persone affette da disabilità gravissime,da chi è prossimo alla fine della sua vita. ancora una volta,mi sento di dire che il valore di ognuno è infinito (ma che,in un modo o nell'altro,abbiamo tutti dei limiti da dover pure accettare)!

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