sabato 6 luglio 2019

le donne "forti"... (che poi si disperano se non sono amate da nessuno)


"GLI UOMINITALIANI HANNO UN PROBLEMA CON LE DONNE FORTI?" è questa la domanda che mi sono ritrovata davanti un bel po' di volte in questi ultimi giorni,dopo i mondiali di calcio femminili (che io trovo abbastanza ridicoli,perché,ancora una volta,mi fanno capire quanto le donne detestino la propria femminilità,visto che colgono ogni occasione possibile per imitare gli uomini) e il capitano donna (cioè uoma.... cioè carontessa) della nave trasportatrice di esseri umani prelevati da una costa all'altra. le mie riflessioni in merito sono queste....

No,gli uomini hanno problemi con le lesbiche,con le "uome" mascolinizzate;o con chi cerca (goffamente) di imitarli. Un uomo non vuole una uoma con cui competere:è già costretto a farlo tutto il giorno tutti i gg a lavoro;non vuole un ulteriore stress,ma sentirsi amato,valorizzato,compreso e non zerbinizzato da chi si crede sempre superiore (soprattutto quando di suxiore non ha proprio nulla).
Vuole una donna,che sia dolce,accogliente (ovviamente,non coi migranti,ma con lui),femminile,opposta/complementare a lui. 
Il problema siete voi,che volete a tutti i costi capovolgere i ruoli,uscendone puntualmente sconfitte;il problema ce l'avete voi con la vostra femminilità che sentite inferiore e che quindi non riuscite a valorizzare (perciò volete nasconderla a tutti i costi) perché la associate a qualcosa di debole.
Quando avrete l'umiltà di riconoscere che siamo diversi,complementari e che (mi dispiace dirvelo) ci sono cose in cui gli uomini sono obiettivamente + bravi,quando accetterete l'idea di essere un completamento (e non una competizione) con l'uomo (perché,vi do una notizia,non c'è proprio nessuna guerra in atto),allora saremo tutti + felici.
E’ così difficile da capire?

LA NUOVA EROINA (fuorilegge) DELL'EUROPA ARCOBALENOSA E PETALOSA.

DOPO I 1500 ARTICOLI/POST INERENTI QUESTA EROINA (vabbè) DEI NOSTRI GIORNI,MI PIACEREBBE TANTO FARLE LEGGERE 2 RIGHE

Premesso che è molto nobile voler aiutare persone in difficoltà (cosa che non ha fatto questa rastona uscita l'altro ieri da qualche centro sociale:non ha salvato nessuna persona che affogava,ha solo agito come Caronte,traghettando gente da un capo all'altro del mare,per pura ragione ideologica),volevo ricordarle che ci sono migliaia di persone sole nelle corsie degli ospedali,malati terminali che vorrebbero solo essere tenuti per mano,anziani dimenticati,bambini abbandonati (quando non proprio gettati nei cestini tra i rifiuti ospedalieri) in ogni parte del mondo (compresa la sua Jermania) che ha evidentemente tralasciato e di cui ha dimenticato di occuparsi.
Premesso ciò,visto che io sono antiquata/medievale/retrograda/conservative (e tutto quello che volete),volevo anche dire che io non sarei molto tranquilla sapendo che la nave (o l'aereo) su cui salgo è comandata/pilotata da una donna:sono molto più tranquilla se al comando c'è un uomo. Anzi:diciamo che,se scopro un pilota donna,sull'aereo non ci salgo neppure (potrei ripensarci solo se il copilota è uomo;però meglio se ce ne sono 2),così come la mia crociera vorrei sapere che fosse comandata da un capitano (uomo).
Il caso di questa idiota,ovviamente,è di altra natura:questa rastona ha agito in nome della sua stupida ideologia petalosa e arcobalenosa (non mi meraviglierebbe scoprire che ha 10 gatti,che è vegana e anche lesbica,che non guasta mai),cosa che avrebbe potuto fare anche un uomo del suo stesso rango,però il fatto che sia donna pure mi fa pensare... diciamo che ha contribuito ad aggravare le cose,ad esasperarle un pochino.
Certi ruoli non sono adatti ad una donna,ficcatevelo in testa:richiedono capacità di decisione (a volte rapidissime),lucidità anche sotto stress estremo,capacità di non farsi prendere da panico/emozioni/lacrime (cosa in cui noi donne non brilliamo particolarmente,diciamoci la verità!),richiedono (in caso di mezzi poco maneggevoli come navi o aerei) una percezione dello spazio ed un senso dell'orientamento che in noi donne è meno sviluppato. Noi abbiamo altre capacità innate più sviluppate,poiché la natura (o Dio o la biologia,come più vi piace) ci ha affidato la cura dei più piccoli,di chi non sa esprimersi,di chi non sa comunicare se non con il pianto (ci avete fatto caso di come noi donne intuiamo il tono di una persona anche da un messaggio? O che parliamo per sottintesi perché crediamo che gli uomini capiscano anche da un nostro mezzo puntino cosa vogliamo dire? Cosa che poi,puntualmente,non accade 😂) e non certo quello di aggirarci per la foresta a cacciare animali (altra cosa in cui non siamo proprio eccellenti,siamo onesti!) senza perderci tra gli alberi.
Quindi,cara società,caro mondo,io mi aspetto che le capacità che ci ha dato la natura vengano rispettate:mi aspetto che il pilota sia uomo,che il comandante della nave sia uomo,che uno stratega che porta in guerra la mia nazione sia uomo,che un condottiero che difende la mia Patria sia uomo,perché solo alla loro lucidità mantenuta anche sotto stress estremo potremmo affidarci;così come mi aspetto che in una nursery ci siano donne (perché intuiscono subito l'esigenza di un bambino) o che (per lo stesso motivo) siano donne le insegnanti di un asilo.
Per i ruoli meno importanti,onestamente,non mi interessa granché (lì i ruoli possono essere anche interscambiabili,perché tanto non muore nessuno):il panettiere,il barista,quello tanto simpatico che sta al bancone del supermercato e mi affetta il prosciutto può essere anche un idiota (uomo o donna) semianalfabeta.
Ma questi qui no.
Assecondiamo la natura,ogni tanto?


femministe,spero che non leggiate queste righe dopo aver mangiato,senò cominciamo un'altra guerra e non digerite bene:tanto lo so che dietro quel "siamo superiori" ci sono 2000 telefonate giornaliere a mammina per farvi pure la lavatrice 

domenica 23 giugno 2019

r we connecting the dots?


la verità è che nulla accade "x caso"... il caso non esiste,xché tutto è collegato e ci collega agli altri.
ogni evento,ogni xsona che incrociamo sulla nostra strada è lì esattamente x un motivo e non poteva essere altrimenti;potremmo non capire subito il xché,potrebbero volerci anni,girimmensi,disastri,errori,xò il motivo è sotto i nostri occhi... sta a noi scoprirlo.
x chi è attento e non passa la vita solo a "sopravvivere",i segnali sono tanti ed avvertibili... i puntini da collegare sono sparsi qua e là e,col tempo,impariamo ad unirli,finché non otterremo il "disegno" finale.
è x questo che siamo qui tutti...
x scoprire con chi xcorrere la strada,x capire con quali anime siamo stati progettati e a quale di esse terremo la mano.
non sarà sempre facile capire.
ma ne varrà la pena

sabato 15 giugno 2019

THE PPL LOCKED IN OUR SOULS


nulla si "perde",nulla "svanisce"... semmai si trasforma 😊 (e ci trasforma)
e questo vale anche per l'amore,soprattutto per quello incondizionato,per quello che non chiede nulla,ma solo di esistere e magari di "raggiungere" il 
💜 di qualcuno.
io credo che nulla esista senza un motivo,sia fuori sia dentro di noi (che poi non sono "entità" separate:non sono né entità fisiche,né tantomeno separate):credo che anche quando amiamo in silenzio,in modo incondizionato e discreto,il nostro amore riesca a "raggiungere" l'anima a cui è destinato... credo che in qualche modo sia avvertito.

il senso dell'amore,del bene,dell'affetto e di qualsiasi altro sentimento va ben oltre la "risposta" che evoca ed è prezioso:va custodito,va ascoltato,va coltivato,anche quando non è compreso,anche quando non è apprezzato o ricambiato.... perché porta sempre qualcosa di buono con sé. qualcosa che non possiamo assolutamente permetterci di perdere:la driving force,la motivazione per andare avanti,la forza per migliorarci,l'entusiasmo che porta nella nostra vita,quello che ci fa aprire gli occhi alle 5 del mattino perché non vediamo l'ora di lavorare x i nostri progetti e x i nostri sogni 
nulla è mai perso....
nulla è "sprecato".
soprattutto quando riesce ad arrivare al 
💜 di qualcuno portando (si spera) un po' di luce nella sua vita.
sono sicura che tante persone sono amate senza neanche saperlo... sono sicura che tanti si sentono soli,ma senza esserlo per davvero,perché sono custoditi nell'anima di qualcuno che li porta con sé senza chiedere nulla in cambio;sono sicura che,se solo potessero immaginare o anche solo capire lontanamente,tutta la loro percezione e la loro "realtà" cambierebbe drasticamente 

se ognuno di noi riuscisse anche lontanamente a capire quanto possa essere importante e prezioso,se tutti riuscissero a percepire la propria unicità ed irripetibilità,non esisterebbe più tristezza,né solitudine.
io spero sempre che ci sia qualcuno a ricordarcelo,ogni tanto.

nessuno è veramente solo finché è custodito nell’anima di qualcun altro… nessuno è lasciato a se stesso finché ci sarà anche una sola persona,al mondo,che sarebbe disposta a prendersene cura e ad ascoltarlo.
chi impara ad avvertire la magia in cui siamo immersi tutti,impara anche ad “ascoltare” l’amore che gli viene dato,l’affetto… e capisce che non sarà mai più solo.

mercoledì 12 giugno 2019

LE ANIME CHE CI SALVANO DAL DOLORE RESTERANNO SEMPRE NEL NOSTRO CUORE.


Ieri notte (io la notte mica dormo?! Penso,scrivo,mi arrovello…),ripensando ai tanti avvenimenti (molti dei quali ancora in attesa di spiegazioni) strani/assurdi/impensabili degli ultimi anni,mi è venuta in mente una possibile “spiegazione” che potrebbe dare un senso (vabbè… si fa x dire J un senso a modo mio) a parecchie cose J Collegando un po’ di puntini (apparentemente?) sparsi qua e là,sono giunta alla conlusione che l’universo (che potremmo anche identificare con Dio,con il “disegno” o con un qualche tipo di forza misteriosa che muove tutto),anche quando sembra immobile ed indifferente a noi,che siamo solo dei piccoli granellininvisibili di sabbia,ai nostri disastri,ai nostri errori,ai nostri casini grovigliosi (quelli in cui io brillo particolarmente),in realtà,sta smuovendo tutto da dietro le quinte,senza neanche farcene accorgere (ma solo per un po’,perché poi ce ne accorgiamo eccome!)… Pensandoci bene,mi sono resa conto che non si è mai dimenticato di me,soprattutto quando tutto stava crollando e sembrava senza uscita:nel momento più buio,ha saputo mandarmi le persone giuste,quelle di cui avevo più bisogno per risollevarmi,per scuotermi e per farmi rinascere. Sì… lo ha sempre fatto e ben più di una volta,quindi non ho proprio più dubbi in merito;oramai,la mia sicurezza si aggira intorno al 99,9999% (e le cifre significative non ci sono neanche tutte J),non possono essere state tutte coincidenze. Le persone più importanti,quelle significative,quelle che mi hanno dato proprio una bella “padellata” in testa per farmi resuscitare/risvegliare e tornare a vivere non sono state tante,anzi,direi proprio delle rare eccezioni,quindi poche,ma tantissimo significative… In realtà,vedo che ogni singola fase è stata costellata da tante piccole “meteore” che si sono avvicendate sul “palcoscenico” e si sono palesate esattamente nel momento in cui era richiesta la loro presenza;accanto a loro,si sono affacciati poi i personaggi più importanti,quelli che potrei identificare proprio come delle meteoriti che si sono scagliate con (metaforica) forza nella mia vita,trivellando e levigando irreversibilmente la mia anima,portandola a nuova luce. Sembra assurdo constatare quanto siamo collegati tutti l’uno all’altro,quanto ogni nostra azione riesca a modificare gli eventi e la vita di qualcun altro,quanto,certe volte,anche una parola,una frase o una semplice azione possano riuscire ad influire su qualcuno. La vita,l’universo o come vogliamo definire questa “entità” non mette nessuno sulla nostra strada se non per una ragione e lo fa sempre al momento giusto,non 1’ prima,non 1’ dopo il necessario…. Quando cerco di trovare il senso a tutto quello che è successo finora,non posso che notare l’evidente “filo” conduttore che unisce tutto e che collega un evento all’altro,un personaggio all’altro,come se ogni cosa e ogni  persona avesse avuto assegnato un ruolo ben preciso ed una tempistica in cui agire:ognuna doveva “comparire” in quel preciso momento e doveva farlo perché la mia anima,in quella fase,aveva esattamente bisogno di conoscere quel tipo di persona,che stava compiendo quel determinato percorso;aveva bisogno di essere smossa esattamente da quelle idee,da quella mente,da quei modi e da quel tipo di vita. In qualche modo inspiegabile,finiamo sempre per compiere un pezzo di strada con chi ci fa evolvere e procedere sul percorso che stiamo compiendo,anche se ancora non ho proprio ben chiara la destinazione… Ecco perché mi sento in qualche modo “connessa” con ogni persona che ha avuto un ruolo importante nella mia vita,con ogni anima che ha percorso un tratto di strada con me e che ha saputo farsi riconoscere come “simile” e affine a me J so che le nostre vite si sono incrociate,magari anche solo sfiorate,perché qualcosa,dentro di noi,doveva smuoversi ed aveva bisogno di vedere esattamente quello che c’era nell’altro che incrociava.
A tal poroposito,mi era balenata in mente la vicenda di Noa Pothoven,la ragazza olandese che ha deciso di lasciarsi morire a causa della depressione che si trascinava dopo una violenza:senza voler assolutamente sminuire il suo dolore,che dev’essere stato straziante,se è riuscito a portarla fino all’azione estrema,di fronte a casi come il suo,mi sono sempre chiesta cosa sarebbe accaduto se avesse deciso di darsi del tempo in più,se si fosse concessa l’occasione di lasciar fluire gli eventi,se avesse lasciato entrare un piccolo sogno nella sua vita…. Sono convinta che,se non avesse permesso al suo dolore di divorarla del tutto,qualcosa o qualcuno avrebbe,piano piano,riportato una piccola luce nella sua vita;sono convinta che anche per lei ci sarebbe stato un “angelo” terreno pronto a riportarla in vita,a farla sperare e sognare ancora. Forse,se qualche suo caro le avesse fatto assaporare qualcosa di magico o se le avesse solo ricordato che la sua vita (come quella di tutti,del resto) è unica,irripetibile,che ognuno di noi è un mondo inimitabile da scoprire e che ci sono persone che possono rinascere grazie alle nostre azioni,forse forse qualcosa sarebbe cambiato in lei e avrebbe ricominciato. So per certo che dopo il dolore,dopo le lacrime,dopo il lutto,l'abbandono,qualcosa si smuove dentro di noi,riportandoci alla luce e facendoci rinascere;ma occorre tempo,pazienza,forza (che certe volte nasce solo dopo che qualcuno,dall'esterno,si è messo a scavare dentro di noi),occorrono le persone giuste,quelle in cui vediamo riflesso qualcosa di noi,ma che però ce lo mostra in maniera inaspettata. Sarebbe stato lo stesso anche per lei,nonostante tutto,nonostante gli anni bui,il dolore,le lacrime... Chi ha permesso che si lasciasse andare in nome della cosiddetta "libera scelta",cosa ne sa di come sarebbe stato il suo futuro? E se era stata messa sulla terra per poter aiutare chi ha subìto lo stesso trauma? E se la sua missione doveva venir fuori esattamente dopo una tale tragedia? E se questa tragedia fosse stata "messa" lì apposta (ok ,non è carino da dire:però,sappiamo tutti che molti bellissimi fiori nascono sotto le grige macerie) perché potesse portare a nuove speranze? A nessuno è venuto questo dubbio? Mi sarebbe piaciuto avere l’occasione per parlarle,per ricordarle tutto questo,nel caso nessuno lo avesse fatto:ho paura che molte di queste persone giunte a gesti estremi si siano anche  trovate circondate da esseri vuoti che passano la vita impegnati solo a sopravvivere e che non sono in grado di dire la cosa giusta o di capire cosa va ricordato a chi si sta lasciando andare.
Alla fine di tutte queste belle parole,la mia conclusione è questa:se lasciamo che le anime che riconosciamo (perché si riconoscono,questo l'ho imparato da un bel po';certo,a meno che non ci si lasci sempre e solo incantare da degli inutili involucri) come affini si avvicinino a noi,se le lasciamo agire nelle nostre vite senza opporci a ciò che hanno da portarci (compresi uragani,padellate in testa,perché pure quelli sono utili) e da dirci,se riusciremo sempre a cogliere la magia che alcune persone possono portare nella nostra vita,allora resterà sempre accesa una speranza e la voglia di ricominciare. Però ho detto alcune… perché poi della maggior parte non ho una grande considerazione.

sabato 25 maggio 2019

QUANDO I "DIRITTI" DIVENTANO UN'APPROVAZIONE A POTER FARE CIO' CHE SI VUOLE



come già avevo ipotizzato in altre mie riflessioni,credo che la + grande paura delle donne occidentali sia diventata quella del limite,quella del dover/poter distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è ingiusto fare,tra ciò che è bene e ciò che è male,in nome di una pseudo-libertà (che invece le ha rese spesso delle schiave infelici).
l'autrice di cui riporto il post è rachele s.,che ha centrato il problema,prendendo spunto dall'episodio dell'attrice alyssa milano,riguardante il sex strike che ha proposto alle donne...
eh già:xché poter abortire fino al 9° mese pare che neanche basti ancora.
vogliono di +....
e lo vogliono fare pure con la benedizione di tutti.


Alyssa Milano scrive: «I nostri diritti sulla riproduzione sono stati cancellati. Fino a quando le donne non avranno il controllo legale sui propri corpi, noi non possiamo rischiare di rimanere incinte. Unitevi a me, non facciamo sesso fino a quando non riavremo indietro la nostra autonomia sul corpo. Lancio un appello per lo sciopero del sesso (#SexStrike). Passa parola».
Gentile Signora Milano, non vorrei sembrarle invadente, ma debbo intervenire sul Suo diritto di sciopero. Non che io desideri che Lei non lo porti avanti, per l'amor del Cielo, ma che Lei sia informata "sui fatti" prima di cacciarsi in un cosiddetto 'cul de sac'. Prenda la mia come un mero e umile gesto di solidarietà femminile o, come va di moda dire oggi, di 'sorellanza'.
Le donne hanno, a tutt'oggi, il potere sui loro corpi?
E se ce l'hanno, posseggono parimenti la conoscenza e tutte le potenzialità sugli stessi?
E se detengono diritti sui loro corpi, le donne, posseggono anche doveri?
La prima risposta è la più semplice: sì, le donne come Lei, posseggono potere sul loro corpo.
Tuttavia, non tutte lo posseggono in egual misura.
Qualche esempio: le donne lapidate in Paesi dove essere donne significa realmente non avere diritti (Lei credo che possa abbigliarsi e atteggiarsi e accoppiarsi con chi desidera senza il timore di essere uccisa a sassate); donne che vengono ingravidate per mettere al mondo i figli di coppie ricche (per esempio alcune Sue colleghe hanno approfittato di tale pratica per evitare di "perdere tempo" con cose sciocche come fare l'amore con un uomo, sentire il frutto del loro amore che cresce nella pancia, dare vita alla creatura partorendo, nutrire la medesima con le proprie poppe: tutte attività per niente cool); donne piccole che vengono uccise nella pancia o partorite e abbandonate solo perché sono femmine (cosa che, a quanto apprendo, a Lei non è accaduta: anzi, ha potuto studiare e intraprendere il mestiere che più Le è piaciuto avendo il tempo di twittare cretinate); donne molto giovani costrette a sposarsi e ad avere rapporti sessuali con uomini adulti che spesso, durante la penetrazione vaginale, causano la loro morte per lesioni interne: quelle che rimangono gravide è possibile che muoiano durante il parto - la soluzione non è l'aborto, ma la condanna di queste culture e questi singoli gesti aberranti -(a quelle come Lei non accade: ti sposi quando/dove/con chi vuoi); donne molto piccole che vengono usate per pedopornografia a partire dalla nascita, sino a che non maturano e perdono d'interesse nei confronti del pedofilo: purtroppo questo schifo ha preso tanto piede anche nel mondo femminile: sono molte le donne pedofile che usano bambine (accade moltissimo in occidente, ma non sono a conoscenza di Suoi 'cinguettii' sull'argomento); donne molto giovani che si prostituiscono vendute dalla famiglia oppure costrette a farlo in Paesi lontani dai propri, e che debbono subire le fantasie sessuali di pervertiti schifosi (tutti occidentali)...
Farebbe cambio, Alyssa, con tutte quelle donne? O preferirebbe rimanere la povera attrice costretta a cercare sostegno dai suoi fans tramite un social network?
Risposta successiva: No, non tutte posseggono conoscenza e potenzialità del proprio corpo femminile. Le potenzialità delle quali sto parlando non riguardano né l'uso di squallidi sex-toys che vanno ora per la maggiore (che pena), né il fatto di usufruire di cavità femminili a scopo erotico, all'infuori dell'apparato genitale, poiché è un servizio che riguarda l'asservimento al maschio che, spesso, è pure misogino (no, guardi, non mi dica che il rapporto anale è divertente perché non ci credo).
Le potenzialità del corpo femminile riguardano la magnificenza della maternità (biologica, adottiva, spirituale) che caratterizza tutte le donne: sì, lo so che adesso come adesso tra le attrici va di moda il vestire i chihuahua, ma per questi rognosi animaletti voi non siete delle mamme, siete delle povere mentecatte che li nutrono (tanto vale che qualcuno ve lo dica). La maternità, quella potenzialità umana che rende la donna (qualsiasi donna, pure una suora) capace di dare amore fino all'ultima goccia di sangue, di stare desta per ore al capezzale del figlio (non credo che ci siano molte donne degne di allacciare i calzari alla madre di Vincent Lambert, ad esempio), di proteggere con enorme resistenza ogni piccolo d'uomo che ne ha bisogno (vogliamo parlare delle missionarie in Africa o in Sud America? Sì, quelle che ogni tanto vengono decapitate così, gratuitamente: ecco, loro sono donne al massimo della loro femminilità).
Lei e quelle come Lei che non sa di cosa sto parlando quando pronuncio le parole "muco vaginale", se va bene. Perché per Lei e tutte quelle come Lei che alla veneranda età di 47 anni - mi scusi se mi permetto - non sanno come distinguere un periodo ovulatorio da una fase mestruale, la caratteristica di essere "femminile", manco ci si avvicina.
Lei deve essere una di quelle donne che non ha idea di quando si rimane gravide e che, quindi, ha la medesima competenza di quei maschi misogini che godono del diritto delle donne di abortire perché così possono approfittarne quando gli tira di più. Lo prova il fatto che Lei non scrive: "Fino a quando le donne non avranno il controllo legale sui loro corpi, non possiamo rischiare di rimanere incinte nel periodo fertile, per cui non facciamo sesso durante l'ovulazione", ma scrive "Fino a quando le donne non avranno il controllo legale sui propri corpi, noi non possiamo rischiare di rimanere incinte": sintomo che, per me, Lei non ha idea di come funziona il Suo corpo (come molte trenta/quaranta/cinquantenni, del resto).
Vede Alyssa, Lei è una di quelle donne - ne conosco a pacchi - che si sono fatte fare il lavaggio del cervello da una cultura maschilista che ha portato avanti le istanze misogine usufruendo delle donne stesse. Allora l'iperstimolazione ovarica è diventata "dono", l'utero in affitto "atto di generosità" per coppie sterili: l'uomo sì che conosce quell'aspetto meraviglioso dell'essere donna che ama il sacrificio e l'altruismo. Si è fatto furbo e ne ha approfittato. Ecco perchè la lotta contro l'utero in affitto è femminista.
Ecco perchè la lotta per favorire l'acquisizione delle capacità di comprendere le fasi del ciclo uterino è femminista.
Ecco perchè la lotta contro tutta la violenza contro le donne che parte da quella nei confronti dell'embrione, sino alla tutela di tutte le bambine, è femminista.
Ecco perchè la vera lotta femminista non ha nulla a che fare con Lei e il suo stupido sciopero.
Veniamo all'ultima questione: in attesa di riprendere a fare sesso (che roba noiosa, dev'essere fare sesso: provi a fare l'amore, vedrà come cambia la musica) studi un po' di embriologia. Scoprirà che quel minuscolo esserino non ha nulla di differente da Lei. Scoprirà che la donna non ha nulla da temere da un embrione. Scoprirà quanto sia magnifico poter vivere per amare qualcuno da custodire e crescere.
E studi storia: Lei è una povera pedina di un mondo maschilista che ha ridotto la donna a oggetto di erotismo, ed è pedina di un mondo fatto di donne che non vogliono il bene delle donne, ma l'ingrassamento delle ideologie.
Alyssa cara, Lei e le Sue amiche avete il diritto di protestare quando qualcosa riguarda Voi e i Vostri diritti, ma scioperereste in egual modo se si trattasse dei Vostri doveri?
Laddove c'è a pretesa di un diritto senza la difesa di un dovere, lì c'è l'inganno, l'ideologia e l'ignoranza.
La saluto Alyssa, non è mai troppo tardi per conoscere il muco vaginale. Potrebbe essere un bel diritto per il quale combattere, quello delle donne che pretendono di conoscere come funziona il loro corpo...

Rachele Sagramoso

mercoledì 15 maggio 2019

QUANTE DONNE SONO INFELICI? QUANTE SI SONO FATTE FREGARE?


Stamattina,mi è saltato sotto gli occhi questo articolo molto “censurabile“,di quelli che piacciono a me,pieno zeppo di cose che non si possono più dire per non urtare la sensibilità di qualcuno,ma le cui idee andrebbero invece urlate col megafono,in modo da far svegliare un bel po’ di noi nei tempi giusti:


l’autrice esorta le ragazze giovani a non posticipare sempre la ricerca (che può essere vista come un vero e proprio investimento,il più importante della vita,se mi è concesso dirlo) dell’uomo per la vita,di quello con cui costruire qualcosa di duraturo (e possibilmente di definitivo);si legge:

Care ragazze,ammettetelo:non volete soltanto una carriera,volete anche una famiglia. Nessuno ve l’ha detto forse,perché in tempi di emancipazione femminile parlare di figli e matrimonio non è chic. O forse ancora non ci pensate,giovani come siete. Ma è il caso di pensarci presto,perché altrimenti rischiate di trovarvi sole e tristi.

Parole politicamente scorrette e che non si possono più dire,parole che invece ogni donna dovrebbe dire alle proprie figlie/amiche/conoscenti,parole che forse sarebbero riuscite ad evitare stuoli di donne infelici e sole,stuoli di donne tra i 30 – 35 ed i 40 (e pure oltre) carine,intelligenti,simpatiche,emancipate,indipendenti (ho dimenticato qualcosa?) che però,loro malgrado,dopo decine e decine di relazioncine collezionate più o meno dai 15 anni in poi, si trovano a fare i conti con la solitudine,con il senso di vuoto e di inutiltà,magari nei loro bei monolocali con l’aria condizionata.
Com’è che siamo finite così? Com’è che le donne sono diventate così sole,così infelici?
Chi le ha convinte che sarebbero bastate a se stesse e che un lavoretto,2 aperitivi settimanali con le amiche e 3 gatti avrebbero risolto tutta la loro vita? E,soprattutto,perché? 
Di amiche finite così ne ho un bel po’ e mi piace sempre analizzare le loro vite,cosa è successo,cosa hanno combinato e l’errore che mi balza agli occhi è sempre questo (unito anche ad altri che menzionerò dopo):pensare che le possibilità siano sempre illimitate,pensare di avere tutta la vita davanti per trovare di meglio (ok,la vita davanti ce l’hai,però,se il tuo scopo è quello di un rapporto duraturo,di una famiglia solida e di un futuro a 2,non puoi certamente pensare di trovare un uomo a 45 anni!),credere che debbano sempre prima “realizzare se stesse” (che poi,il più delle volte,significa finire a fare la commessa a 900 euro mensili anche il sabato e la notte di Natale e cioè la schiava di un datore di lavoro che non esiterebbe a farti fuori e a rimpiazzarti con la 20enne sola che si accontenta anche di metà stipendio),nonché di dover vedere fallire prima 87 relazioni x poter,forse,poi svegliarsi una mattina (magari a 35 anni) e pensare che sarebbe anche ora di mettere mano alla propria vita privata. Purtroppo,però,le stelline luminose ed il futuro illimitato (ahimè) hanno vita breve e il sapore dei 20 anni non è esattamente quello dei 35;men che meno dei 40. Quante donne rimaste sole perché hanno investito tutto e solo sulla cosiddetta realizzazione di se stesse conosciamo? Io abbastanza. Abbastanza per capire che si sono focalizzate sull’obiettivo sbagliato. E lo capisco dai loro sguardi senza speranza,dalle cose che scrivono,che dicono,dall’atteggiamento di sfiducia che hanno,dal senso di vuoto insignificante che manifestano,dal loro continuo cercare un po’ di euforia (data solo da una bella scorpacciata momentanea di neurotrasmettitori) in divertimenti effimeri (e che lasciano un vuoto ancora più enorme il giorno dopo) e solite serate tutte al femminile (posso dire quello che penso davvero? le serate migliori della mia vita sono state quelle trascorse con un uomo,con il “totalmente diverso” che tanto ci attira e ci incuriosisce e non con le amiche a lamentarci)… Pensare di poter basare la propria vita investendo solo su un lavoro (che poi,ripeto,il 90% delle volte,non è neanche questo granché),pensare di poter escludere l’amore,la coppia (perché tanto non esiste più e cavolate varie dettate solo dal proprio atteggiamento spesso sbagliato),pensare che il progetto di una famiglia possa essere sempre rimandato dopo qualsiasi altra cosa è dannoso,è sbagliato e controproducente;tutte le persone che lo hanno fatto e non si sono corrette in tempo sono sotto i miei occhi e non se la stanno passando un granché bene. Allora,donne,togliamoci queste idee malsane dalla testa:tutte dobbiamo fare i conti con questa cosa,non esiste persona (neanche uomo) che non senta questa esigenza di condivisione,di coppia,non esiste persona che non abbia bisogno di credere in qualcosa e che quella persona ci sarà anche domani;e dopodomani.
La mia visione molto “traditional” dei ruoli di genere è sicuramente mal vista da parecchi (diciamo una quantità che si aggira intorno al 99% di quelli che conosco
J),però io continuo a credere che essa racchiuda una grande verità… che ora dirò,in modo che le femministe vengano a mettermi una bomba sotto casa stesso oggi. Tra tutte le donne in carriera e realizzate/emancipate/indipendenti (mhh… che poi spesso lo siano coi soldi degli ex o di papino pare non essere molto rilevante,ma andiamo avanti) che conosco,forse quasi nessuna è poi veramente riuscita a realizzare da sola (ma proprio sola sola al 100%),cioè come spesso fa un uomo (aggiungiamo un uomo capace,con gli attributi quadrati ecc) il proprio impero,il proprio benessere ed uno status alto;lo status è un attributo prettamente maschile,è un insieme di obiettivi raggiunti con tenacia,con grinta e senza farsi dominare/abbattere mai da niente,emozioni comprese… già,emozioni comprese. E in questo,care donne,noi non siamo granché,ammettiamolo. A me sembra che anni e anni trascorsi ad inseguire tenacemente degli obiettivi senza arrendersi mai,senza farsi dominare da niente,come dei treni in corsa siano stati prerogativa di molti uomini che conosco… Perché a noi l’emotività ci frega,le emozioni (che spesso ci dominano),le paure (tra cui quella di non essere amate da nessuno,si può dire?),l’istinto di creare il “nido”,di condividere… E’ questo che ci domina. Ecco perché poi,alla fine,di tutti gli anni eventualmente spesi pure ad investire tutto su un lavoro,ci resta in mano un bel pugno di mosche e difficilmente il Nobel x l’astrofisica;x l’uomo,le cose vanno in modo un pochino diverso:dai 20 ai 30 anni (parlo sempre di uomini di un certo tipo,non dei rammolliti invertebrati che lavano bicchieri al bar perché non vogliono fare altro),è un treno in corsa che non si ferma mai,perché costruisce il suo status;l’orologio biologico non ce l’ha (e hai detto niente!),non gli prende l’ansia x non aver trovato ancora con chi condividere la sua vita (avrà modo di farlo appena si vedrà abbastanza vicino alla cima del monte che sta scalando) e il suo successo sarà evidente e palese quando racchiuderà la sua famiglia in una villa a 3 piani in mezzo al verde J Il nostro percorso è tutto l’opposto:il nostro meglio è tra i 20 e i 25 (ok,30 ce lo concediamo,ma è il limite massimo),periodo in cui lavorare per l’investimento migliore che possiamo fare:l’amore della vita,quello con cui costruire qualcosa di solido,di definitivo (e non di momentaneo:gli amori con la data di scadenza non piacciono a nessuno,non mi convincete),quello a cui lasceremo conoscere tutto di noi stessi. Già… questa è la verità che andrebbe detta e non di aspettare i 40 per investire su un amore. Ricordiamoci,poi,che gli uomini di qualità,quelli che io definisco “quadrati” (ce ne sono pure di “esagonali” J insomma,più lati hanno,meglio è),sono ben evidenti e attirano le donne come api sul miele,quindi difficilmente saranno disponibili e soli a 45 anni (ecco:se un uomo è solo e disponibile dai 45 in poi,iniziate a chiedervi perché:un uomo solido e di qualità,a quell’età,sta tutto beato nella sua suddetta villetta insieme a moglie e figli)…
Procedeno con l’articolo,si legge:

Scrivendo, nero su bianco, che una donna istruita ha bisogno di un uomo istruito, ma che non necessariamente è vero il contrario, Patton afferma implicitamente che l’istruzione rappresenta un handicap nella vita sentimentale di una donna

Altra nota dolente:lo status. Per ora,eviterò di parlarne,perché anche qui le mie idee sono abbastanza estreme e nette… Chi ha capito un po’ del mio pensiero può facilmente immaginare come la veda. Ma noto che l’articolo esprime abbastanza da solo il mio pensiero:

nella sua lettera aperta,dà per assodato che una donna debba per forza aspirare a trovare un partner intelligente quanto lei o più di lei. Mentre,nella medesima missiva,tiene a ricordare che lo stesso principio non vale per gli uomini: «Il maggiore dei miei figli ha avuto il buon gusto e la fortuna di sposare una sua compagna di classe,ma avrebbe potuto sposare chiunque altro. Gli uomini sposano regolarmente donne che sono più giovani, meno intelligenti,meno istruite. È sorprendente quanto indulgente possa essere un uomo davanti alla mancanza di erudizione di una donna, se lei è bella. Invece le donne intelligenti non possono,né dovrebbero, sposare uomini che non sono almeno loro pari intellettualmente» (il corsivo è mio).
Ed è qui,secondo me, che sta il vero punto della lettera aperta. Scrivendo,nero su bianco,che una donna istruita ha bisogno di un uomo istruito, ma che non necessariamente è vero il contrario, Patton afferma implicitamente che l’istruzione rappresenta un handicap nella vita sentimentale di una donna. Questioni di numeri:se loro, gli uomini istruiti,sono un numero finito e possono scegliere chi più gli aggrada;voi,donne istruite che avete bisogno di loro,siete in una posizione di svantaggio.

E’ ovvio che l’istruzione non c’entri un tubo in tutta questa bella faccenda:nessuno dice che una donna non debba istruirsi (anzi!),nessuno dice che non possa studiare (anzi:forse,se studia un po’ e si informa,inizia a ragionare e a non bersi più tutte le frottole che vogliono propinarci a forza) o che debba solo saper fare il brodo (che pure si deve saper fare),ma solo che debba essere capace di non negare la realtà,con cui dovrà per forza fare i conti:la vitaffettiva non si può insabbiare,né ricordarsi di crearla,all’improvviso,dopo 40 ani trascorsi a fare tutt’altro. E’ bene che ricordi pure un’altra cosa:l’età in cui è appetibile è dai 20 ai 25 – 27… dopo di che,le cose cambiano un bel po’:un uomo non cerca status o dottorati ad Harvard (se ne avete,buon x voi,ma non sortiranno particolari effetti attrattivi sul principe azzurro),ma giovinezza,fertilità,bellezza. E’ la biologia,non potete farci niente:la spinta attrattiva funziona così e quello che attrae noi non attrae loro (logicamente).

Patton però porta il discorso all’estremo. Non tanto perché lei il consiglio lo dà a perfette sconosciute. Quanto perché il suo ragionamento è che, a conti fatti,l’anno migliore per acchiappare marito è il primo anno dell’università. Un uomo può trovarsi partner più giovani,una ragazza non può uscire con giovanotti più giovani di lei,fosse anche di uno o due anni. «Non era il caso di essere più gentili con quei ragazzo quando eravate matricole? Mio figlio,al quarto anno,può uscire con chi vuole».

Amara e dura verità,ma verità allo stato puro. Onestamente,io sono stata la prima a credere in questa cosa:anche a 20 anni (età in cui ho conosciuto il mio attuale marito),proprio non ci pensavo a divertirmi con qualche avventuretta fugace che mi avrebbe lasciato con un pugno di mosche in mano nel giro di 6 mesi (beh,era quello che speravo),perché (lo ammetto!) già speravo che quell’incontro si sarebbe poi trasformato in qualcosa di importante e duraturo:ovviamente,le varie amiche/conoscenti che mi circonda(va)no mi incoraggiavano con frasi del tipo: “Tu credi a Babbo Natale/Tu ti illudi solamente”,però io ho voluto farlo:non ho mai pensato che mi sarebbero servite 87 storie da far andar male per capirci qualcosa,per comprendere di cosa avessi bisogno. Sapevo bene che avrei fatto di tutto per non finire come le tante donne “uomizzate” che già mi circondavano all’epoca e che mi provocavano uno strano senso di orticaria anche a 20 anni,quindi ho voluto rischiare di brutto. Perché poi qui ti fai male veramente. Loro,invece,essendo state particolarmente coraggiose (…),hanno ben pensato di lasciar andare anche uomini positivi e che già promettevano bene all’epoca dei fatti (certe cose si vedono subito,anche se a livello ancora potenziale),per esplorare altri lidi… Peccato che l’esplorazione ancora non sia finita e che le stia portando verso lidi ben poco sicuri… Perché il tempo scorre veloce (e questa è la mia croce:il tempo che non basta mai a nulla) e gli uomini migliori,quelli quadrati,esagonali e dodecagonali finiscono nelle loro belle case confortevoli circondati dall’amore dei loro familiari (oddio… qualcuno che si fa fregare dalle nazifemen ancora c’è e può finire addirittura a dormire in auto perché la scema di turno non ha neanche capito chi ha vicino,ma questo è un altro discorso),quindi non li si trova più disponibili già verso i 34 – 35 anni;dopo questa fascia di età,le cose si complicano parecchio per tutti,anzi molto più per noi donne,che diventiamo sempre meno appetibili;e loro di più.
Insomma,care donne,io lo posso dire perché faccio parte della stessa metà del cielo:smettiamola di farci fregare con questa balla secondo cui dovremmo vivere come gli uomini,inseguendo gli stessi obiettivi e allo stesso modo:è una balla colossale,che ha ingannato tutte (ci hanno provato anche con me,non sapete quante volte) e che tenta di appiattirci,facendoci credere che siamo indistinguibili;siamo opposti (e appositamente complemetari),siamo stati creati per incastrarci come pezzi di un puzzle,siamo mondi paralleli che possono viaggiare nella stessa direzione,ma che non si intersecheranno mai,qualcuno ci ha progettati perché vedessimo nell’altro quello che manca a noi,perché vedessimo nell’altro modi di fare ed affrontare la vita che non saranno mai i nostri;ed è questo il mistero che tanto ci attira nell’altro,questo non comprendere,questo non afferrare mai del tutto,questo continuo voler scoprire…